«La lista “Per Quarto” si è già accovacciata e i suoi supporters attendono buoni buoni un posto nella nuova sede delle associazioni per poter estrinsecare in santa pace tutta la loro creatività musicale...» (dal blog di Gianni Bianchini)
«E io: "Maestro, che è tanto greve
a lor che lamentar li fa sì forte?".
Rispuose: "Dicerolti molto breve.
Questi non hanno speranza di morte,
e la lor cieca vita è tanto bassa,
che ’nvidïosi son d’ogne altra sorte.
Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa".»
(Inferno III, vv. 43-51)
e invece no, ragionerò di loro...
«E io a lui: "Chi son li due tapini
che fumman come man bagnate ’l verno,
giacendo stretti a’ tuoi destri confini?"
"Qui li trovai - e poi volta non dierno -",
rispuose, "quando piovvi in questo greppo,
e non credo che dieno in sempiterno.
L’una è la falsa ch’accusò Gioseppo;
l’altr’è ’l falso Sinon greco di Troia:
per febbre aguta gittan tanto leppo".»
(Inferno XXX, vv. 91-99)
Tra ignavi e menzonieri, no savarìa dove cavàrghene par métarghene…
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mercoledì 9 maggio 2012
lunedì 18 ottobre 2010
S'io fosse sindaco...
Stando ai «rumors» raccolti dalla Nuova Venezia, sarei tra i possibili candidati sindaco alle prossime amministrative di Quarto. La cosa fa sorridere, ma a pensarci bene...
S'i' fosse foco, arderei 'l mondo;
s'i' fosse vento, lo tempestarei;
s'i' fosse acqua, i' l'annegherei;
s'i' fosse Dio, mandereil'en profondo...
(Cecco Angiolieri)
Anche se mi piacerebbe per una volta fermarmi a parlare di letteratura, oggi mi tocca parlare di sindaci: sindaci passati e sindaci futuri (il sindaco presente, per questa volta, lo lasciamo in pace...).
Iniziamo da quelli passati... La neonata associazione culturale Memoria Futuro (banco di prova di una delle probabili liste che si presenteranno alle prossime elezioni, come noto ormai ai più) mi chiede di divulgare la notizia dell'evento che ha organizzato per venerdì 22 ottobre, alle ore 20.30, presso il Crowne Plaza Hotel di Quarto d'Altino: "Tre sindaci in comune: Mauro Marcassa, Francesco Borga, Mauro Badalin".
[visualizza la locandina]
Pubblico e divulgo volentieri, e sicuramente parteciperò all'evento perché credo sarà un'occasione importante per carpire qualche "segreto del mestiere", e lo dico soprattutto per il sottoscritto visto che – e qui vengo ai sindaci futuri – ieri mattina ho appreso di essere uno dei candidati sindaco alle prossime elezioni comunali.
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elezioni
domenica 10 gennaio 2010
Nemo propheta in patria
Per il mio blog il 2010 si apre simbolicamente con lo stesso argomento su cui il 2009 si è chiuso: il caso assurdo dell'arresto e della detenzione di Luca Tornatore a Copenhagen. Perché alla fine Luca lì è rimasto durante questi giorni, lì si è fatto il suo compleanno, il Natale e il capodanno (come purtroppo era stato previsto).
Finalmente però, oggi è arrivata una bella notizia agli iscritti alla mailing list "Free Luca":
Finalmente però, oggi è arrivata una bella notizia agli iscritti alla mailing list "Free Luca":
Il processo contro Luca Tornatore è stato fissato al 13 gennaio, alle 13:00. Anche nel caso sfortunato e improbabile di una condanna, Luca verrebbe molto probabilmente espulso immediatamente dalla Danimarca, e sarebbe comunque libero.In questo periodo l'attenzione sul caso è stata sempre alta, specie sul web, e nel suo piccolo anche Quarto d'Altino (paese di recentissima adozione di Luca) ha fatto qualcosa – al di là, chiaramente, della famiglia e delle poche persone che lo conoscono.
Argomenti:
(Mala)informazione,
Solidarietà
domenica 6 settembre 2009
Palazzetto 2bis: l'opinione di Marco Simionato
A quanto pare non sono stato l'unico a storcere il naso di fronte all'ultimo numero di Rossa Idea. Lo conferma Marco Simionato, consigliere comunale della lista civica Unione Altinate, il quale dopo aver tentato invano di lasciare un commento al mio post «Palazzetto 2: "Non ci sto!"» (commento bloccato perché superava il numero di caratteri massimi consentiti) mi ha scritto un'e-mail.
Non potendo pubblicare per intero l'intervento (per non creare uno scomodo precedente, dato che è mia intenzione dare spazio a chiunque voglia intervenire nel dibattito mediante gli appositi commenti, senza limiti né censure), mi limiterò qui a riassumere la lunga lettera di Marco, rimandando chi volesse leggerla per intero a questo link.
Dopo una premessa nella quale Marco spiega la sua attuale posizione "politica" (e il ruolo che Rifondazione Comunista ha avuto all'interno della lista civica con la quale nel 2005 si è presentato alle elezioni comunali come candidato sindaco) e dopo aver spiegato come è nato e come è stato portato avanti il progetto della petizione relativa al Palazzetto (petizione che conferma essere stata "civica e indipendente"), entra nel cuore della questione.
Per praticità cito il passo:
Spero anch'io, con Marco, che la redazione di Rossa Idea dia le sue spiegazioni. Personalmente, pur non dibutando della buona fede di Marco (che conosco da una vita e di cui ammiro l'onestà e riconosco lo sforzo che da anni sta mettendo nella sua attività politica, pur non condividendo sempre le sue posizioni) resto dell'idea che dietro a questa presunta "leggerezza grammaticale" («abbiamo raccolto» invece di «sono state raccolte») e a questa uscita "fuori tempo" (a giochi fatti invece che prima della raccolta delle firme) ci sia anche qui la politica del "provémoghe", la quale può essere fatta anche da persone intelligenti, le quali però sperano che "fuori" non ce ne siano altre pronte a coglierle in fallo.
Ad ogni modo credo che questa vicenda – sia essa un tentativo di strumentalizzazione oppure un «errore madornale» – insegni una cosa sola, e cioè: se "civico" non è anche "indipendente" (da partiti e corporazioni) fino in fondo, il pericolo di fraintendimenti è dietro l'angolo. Se poi qualcuno mi dice che a essere indipendenti c'è il rischio che nessuno ti ascolti – in Provincia, in Regione, a Roma... – io rispondo che in Italia di paesi con poche migliai di abitanti dove il concetto di politica "civica e indipendente" può esprimersi al meglio ce ne sono a sufficienza per far aprire le orecchie anche ai sordi.
Non potendo pubblicare per intero l'intervento (per non creare uno scomodo precedente, dato che è mia intenzione dare spazio a chiunque voglia intervenire nel dibattito mediante gli appositi commenti, senza limiti né censure), mi limiterò qui a riassumere la lunga lettera di Marco, rimandando chi volesse leggerla per intero a questo link.
Dopo una premessa nella quale Marco spiega la sua attuale posizione "politica" (e il ruolo che Rifondazione Comunista ha avuto all'interno della lista civica con la quale nel 2005 si è presentato alle elezioni comunali come candidato sindaco) e dopo aver spiegato come è nato e come è stato portato avanti il progetto della petizione relativa al Palazzetto (petizione che conferma essere stata "civica e indipendente"), entra nel cuore della questione.
Per praticità cito il passo:
Ma se è così, allora perché su Rossa Idea la petizione viene dipinta come un iniziativa di Rifondazione? È una domanda che mi sono fatto anch’io, e alla quale non ho una risposta precisa, non avendo partecipato alla realizzazione del giornale. Una leggerezza? Una rilettura troppo approssimativa? Una svista dovuta alla fretta di uscire con il giornale? Oppure, come ipotizzi tu stesso, un tentativo di strumentalizzazione per guadagnare un po’ del terreno perduto? Le persone che hanno visto il giornale e che hanno parlato con me, hanno tratto le tue stesse conclusioni e propendono per quest’ultima ipotesi. Io voglio riservarmi il beneficio del dubbio. Sono uscito da Rifondazione un anno e mezzo fa; ho lavorato per anni fianco a fianco con le persone che hanno scritto Rossa Idea. Sono persone intelligenti, che sanno dare il giusto peso alle parole e che fanno politica da parecchi anni. La battaglia intrapresa per la salvaguardia del palazzetto, dell’area verde e del campo polivalente, beni comuni della cittadinanza, è un espressione di partecipazione dal basso e protagonismo sociale della società civile altinate; credo che i compagni di Rifondazione siano ben coscienti del fatto che attribuirsi un ruolo inesistente di forza egemone nell’ambito di un movimento variegato ed esteso come questo, sia il modo migliore per perdere consensi e non per guadagnarli. I consensi, al contrario, si guadagnano lavorando con quel metodo descritto all’inizio dell’intervento e tanto apprezzato dai cittadini che ha portato alla costruzione della lista Unione Altinate. Per questo penso che quel “ABBIAMO RACCOLTO …” sia un errore madornale, ma che non ci sia la reale volontà di strumentalizzare i cittadini che si sono impegnati in questa causa; sarebbe un grande passo verso la cancellazione della presenza di Rifondazione a Quarto d’Altino. Per questo penso anche che non mancherà l’occasione per i compagni di Rifondazione di chiarire il significato di questa loro uscita con gli organizzatori della petizione e con la cittadinanza.
Spero anch'io, con Marco, che la redazione di Rossa Idea dia le sue spiegazioni. Personalmente, pur non dibutando della buona fede di Marco (che conosco da una vita e di cui ammiro l'onestà e riconosco lo sforzo che da anni sta mettendo nella sua attività politica, pur non condividendo sempre le sue posizioni) resto dell'idea che dietro a questa presunta "leggerezza grammaticale" («abbiamo raccolto» invece di «sono state raccolte») e a questa uscita "fuori tempo" (a giochi fatti invece che prima della raccolta delle firme) ci sia anche qui la politica del "provémoghe", la quale può essere fatta anche da persone intelligenti, le quali però sperano che "fuori" non ce ne siano altre pronte a coglierle in fallo.
Ad ogni modo credo che questa vicenda – sia essa un tentativo di strumentalizzazione oppure un «errore madornale» – insegni una cosa sola, e cioè: se "civico" non è anche "indipendente" (da partiti e corporazioni) fino in fondo, il pericolo di fraintendimenti è dietro l'angolo. Se poi qualcuno mi dice che a essere indipendenti c'è il rischio che nessuno ti ascolti – in Provincia, in Regione, a Roma... – io rispondo che in Italia di paesi con poche migliai di abitanti dove il concetto di politica "civica e indipendente" può esprimersi al meglio ce ne sono a sufficienza per far aprire le orecchie anche ai sordi.
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(Mala)informazione,
Spazi
lunedì 31 agosto 2009
Palazzetto 2: «Non ci sto!»
Ieri ho trovato nella cassetta della posta dei miei (perché a casa mia non è arrivato) l'ultimo numero di Rossa Idea, il «foglio di rifondazione comunista del territorio altinate». Tema dell'intero numero: Palazzetto dello sport e nuova «cittadella».
Non ci sarebbe niente di male se anche il «collettivo di Rifondazione Comunista altinate» si schierasse dalla parte di chi si oppone all'alienazione dell'area su cui ora sorge il Palazzetto dello sport di via Aldo Moro, con area verde retrostante, parcheggio e campo polifunzionale all'aperto. (Per conoscere la mia opinione a proposito della vicena rimando al post del 26 agosto.)
Non mi sembra invece assolutamente corretto quell'uso della prima persona plurale con il quale la redazione riassume le tappe della famosa petizione nel box di pagina 4, intitolato "Palazzetto dello sport: si rispetti la volontà popolare":
L'articolo non è firmato, e dato che le note editoriali avvisano che «tutti gli articoli non firmati rappresentano la posizione del collettivo di Rifondazione Comunista», io capisco che con quel dire "noi" intendono "noi collettivo etc.".
Ora, uscirsene a due settimane dalla presentazione delle firme al Sindaco (avvenuta l'11 agosto) con un numero interamente dedicato alla questione "Palazzetto" e nel quale sembra che il ruolo di Rifondazione Comunista nell'organizzazione e promozione di una petizione che si presentava civica e indipendente sia stato cruciale, mi sembra un tentativo di strumentalizzazione bello e buono.
A fare i maliziosi, si potrebbe addirittura pensare che qualcuno voglia usare i risultati della petizione per "pompare" i dati elettorali delle elezioni provinciali di giugno, dove Rifondazione ha preso "solo" 136 voti (che non son comunque pochi rispetto ai risultati ottenuti su un fronte dal sindaco in carica, col Partito Socialista – 217 voti – e sull'altro dall'ex vice-sindaco, col Movimento Popolare Veneto – 274).
E dico questo perché non è la prima volta che Rifondazione mi gioca scherzi di questo tipo, come quando – nel lontano 1994 – dopo giorni di occupazione, autogestione, assemblee, gruppi di studio etc. contro la riforma Jervolino (nella quale mi ero dato anima e corpo) al momento della manifestazione conclusiva, a Venezia, sbucano fuori, inaspettate e indesiderate (almeno per me), le bandiere con la falce e il martello, come a dire: "Attenti che questi qua sono tutti con noi!". All'epoca non stavo con nessuno ma rispettavo tutti e collaboravo con tutti, e avrei voluto che anche gli altri facessero lo stesso con me. Sono passati 15 anni e da questo punto di vista non sono cambiato.
Sarei quindi curioso di sapere cosa ne pensano gli altri organizzatori della petizione, nonché i 791 firmatari. Sarei curioso di sapere quanti avrebbero firmato o fatto firmare quella petizione se sopra ci fosse stato il simbolo di Rifondazione o di qualsiasi altro partito. Perché non è che abbia qualcosa contro Rifondazione, sia chiaro. È solo che certi atteggiamenti non li sopporto, da qualsiasi parte arrivino. Punto.
Non ci sarebbe niente di male se anche il «collettivo di Rifondazione Comunista altinate» si schierasse dalla parte di chi si oppone all'alienazione dell'area su cui ora sorge il Palazzetto dello sport di via Aldo Moro, con area verde retrostante, parcheggio e campo polifunzionale all'aperto. (Per conoscere la mia opinione a proposito della vicena rimando al post del 26 agosto.)
Non mi sembra invece assolutamente corretto quell'uso della prima persona plurale con il quale la redazione riassume le tappe della famosa petizione nel box di pagina 4, intitolato "Palazzetto dello sport: si rispetti la volontà popolare":
In pieno agosto con mezzo paese in ferie, in meno di dieci giorni, ABBIAMO raccolto – grazie all'impegno diretto dei cittadini – circa 800 firme, 791 per l'esattezza. [...] Verso fine settembre si annuncia un Consiglio comunale aperto ai cittadini. Sentiremo cosa CI diranno gli amministratori e NOI DIREMO LA NOSTRA.
L'articolo non è firmato, e dato che le note editoriali avvisano che «tutti gli articoli non firmati rappresentano la posizione del collettivo di Rifondazione Comunista», io capisco che con quel dire "noi" intendono "noi collettivo etc.".
Ora, uscirsene a due settimane dalla presentazione delle firme al Sindaco (avvenuta l'11 agosto) con un numero interamente dedicato alla questione "Palazzetto" e nel quale sembra che il ruolo di Rifondazione Comunista nell'organizzazione e promozione di una petizione che si presentava civica e indipendente sia stato cruciale, mi sembra un tentativo di strumentalizzazione bello e buono.
A fare i maliziosi, si potrebbe addirittura pensare che qualcuno voglia usare i risultati della petizione per "pompare" i dati elettorali delle elezioni provinciali di giugno, dove Rifondazione ha preso "solo" 136 voti (che non son comunque pochi rispetto ai risultati ottenuti su un fronte dal sindaco in carica, col Partito Socialista – 217 voti – e sull'altro dall'ex vice-sindaco, col Movimento Popolare Veneto – 274).
E dico questo perché non è la prima volta che Rifondazione mi gioca scherzi di questo tipo, come quando – nel lontano 1994 – dopo giorni di occupazione, autogestione, assemblee, gruppi di studio etc. contro la riforma Jervolino (nella quale mi ero dato anima e corpo) al momento della manifestazione conclusiva, a Venezia, sbucano fuori, inaspettate e indesiderate (almeno per me), le bandiere con la falce e il martello, come a dire: "Attenti che questi qua sono tutti con noi!". All'epoca non stavo con nessuno ma rispettavo tutti e collaboravo con tutti, e avrei voluto che anche gli altri facessero lo stesso con me. Sono passati 15 anni e da questo punto di vista non sono cambiato.
Sarei quindi curioso di sapere cosa ne pensano gli altri organizzatori della petizione, nonché i 791 firmatari. Sarei curioso di sapere quanti avrebbero firmato o fatto firmare quella petizione se sopra ci fosse stato il simbolo di Rifondazione o di qualsiasi altro partito. Perché non è che abbia qualcosa contro Rifondazione, sia chiaro. È solo che certi atteggiamenti non li sopporto, da qualsiasi parte arrivino. Punto.
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